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Nibiru Planet X (Pianeta X)

Nibiru, detto anche Pianeta X o il dodicesimo pianeta è un lontano pianeta del nostro sistema solare, con un’orbita di 3600 anni intorno al sole. Quello che molti uomini non si rendono conto, è che Nibiru è infatti una Stella Oscura, circa la metà delle dimensioni del nostro Sole. In questa Stella Oscura, ruotano, attratti dalla sua gravità, un certo numero di grandi pianeti e di piccoli satelliti in orbita attorno ad esso, una delle quali è Planet X. E come una sorta di mini sistema solare. Questi oggetti stanno dirigendosi verso di noi, come hanno fatto in un lontano passato.
Nibiru, detto anche Pianeta X o il dodicesimo pianeta è un lontano pianeta del nostro sistema solare, con un’orbita di 3600 anni intorno al sole.

Quello che molti uomini non si rendono conto, è che Nibiru è infatti una Stella Oscura, circa la metà delle dimensioni del nostro Sole. In questa Stella Oscura, ruotano, attratti dalla sua gravità, un certo numero di grandi pianeti e di piccoli satelliti in orbita attorno ad esso, una delle quali è Planet X. E come una sorta di mini sistema solare. Questi oggetti stanno dirigendosi verso di noi, come hanno fatto in un lontano passato.

La stessa denominazione di tale corpo, cambierebbe da pianeta a stella bruna (un pianeta gigante più grande di Giove, capace di accendersi come una stella ma incapace di mantenere la reazione nucleare spegnendosi poco dopo, continuando però ad emettere forti dosi di calore, massicce quantità di raggi X e probabilmente raggi gamma.

Gli studiosi ipotizzano che, se anche non fosse un pianeta, Nibiru comunque potrebbe essere una nana bruna: una stella più piccola del Sole, incapace di emettere luce e collassata su se stessa dopo aver esaurito l'energia contenuta nel proprio nucleo. Ma, a parte quel poco che gli astronomi possono dirci su Nibiru, possiamo ancora una volta ricavare delle preziose notizie a riguardo dalle suddette tavole sumere, sforzandoci però di interpretarne i dati obiettivamente e non considerarle semplici miti. Nibiru, ci svelano i Sumeri, avrebbe una perfetta orbita ellittica che lo fa entrare ed uscire dal nostro sistema solare ogni 3.600 anni. Può quindi venire considerato, a buon diritto, appartenente al nostro sistema solare, sebbene risulti invisibile per lungo tempo. Orbiterebbe tra due soli (il nostro ed uno esterno) che ne costituirebbero i perigei. Quando Nibiru passa vicino al nostro pianeta, porterebbe degli scompensi tellurici,vista la sua alta potenza gravitazionale.

Come accennavo dunque l’altro fattore fondamentale da considerare è la distanza dall’ orbita (e dal pianeta) Terra e dal Sole. La distanza ci permetterà di ipotizzare le conseguenze come l’attrazione gravitazionale, con innalzamento delle maree (Forse qualche migliaio di metri?) e l’ inondazione di gran parte degli attuali continenti insieme all’inversione dei poli magnetici terrestri (con terremoti, maremoti , Tsunami ed eruzioni vulcaniche diffuse su tutto il pianeta) e la cenere ed il fumo vulcanico nell’atmosfera.

Questi oggetti saranno visibili ad ogni essere umano sulla Terra entro i prossimi due anni. Un po 'di tempo attorno al 2012/2013/lub 2020. Questi oggetti saranno più vicini a noi e al nostro Sole e che domineranno il cielo diurno e notturno. Molte persone possono essere salvate, ma le azioni devono essere intraprese ORA. Entro i prossimi anni, nessuno sarà in grado di nascondere il fatto e che questi oggetti si stanno dirigendo verso di noi, perché essi saranno visibili a tutti e si svilupperà come approccio più grande di noi. Il Panico Globale sarà inevitabile e questo evento è inevitabile."

Per la maggioranza delle persone che credono nella profezia del “Pianeta X” c’è ben poco da fare: la sua orbita ellittica di 3600 anni attorno al Sole è ormai alla fine del suo ciclo, il misterioso Pianeta sta per andare a infilarsi tra la terra e il Sole. E gli effetti di questo riallineamento cosmico saranno così devastanti e catastrofici che non ci sarà precauzione possibile.

L’unica cosa che possiamo fare è guardare con ansietà il calendario e realizzare che il giorno dell’Apocalisse è ormai sinistramente imminente. C’è solo una piccola consolazione, la fine del mondo non sarà improvvisa ma verrà preceduta da un avvertimento inquietante quanto riconoscibile: anche i comuni mortali potranno rendersi conto del fenomeno perché il Sole, a quel punto, apparirà immobile sull’orizzonte. Mentre Internet funge di nuovo da cassa di risonanza per diffondere l’ultima profezia di catastrofe prossima ventura, migliaia di persone in ogni angolo del globo stanno puntando i loro telescopi in direzione del Sole. Alcuni, naturalmente, assicurano di avere già intravisto le tracce del pianeta e molti sostengono di averlo fotografato. E se i piu grandi istituti astronomici del pianeta e la Nasa con i suoi potentissimi telescopi spaziali negano, per il popolo dell'Apocalisse c’è un complotto del silenzio, giustificato anche dalle raccomandazioni date poco tempo fa da un gruppo di esperti di Santa Monica al governo degli Stati Uniti: in caso di imminente e inevitabile evento catastrofico è meglio non dire niente a nessuno.

Effetti sulla Terra
I poli del Pianeta X eserciteranno una forza magnetica irresistibile su quelli terrestri, generando eruzioni di vulcani, tsunami, diluvi di proporzioni bibliche. E un massiccio e catastrofico spostamento delle croste terrestri: terremoti tremendi catapulteranno a Est Europa ed Africa, il Canada si staccherà dal resto delle Americhe, i Caraibi e l’Indonesia resteranno sommersi, le montagne dell’Himalaya andranno a occupare le pianure dell’India centrale. L’unico punto di salvezza, escludendo Gesù, forse, sarà l’Antartide, che potrebbe diventare un’estensione di quello che oggi conosciamo come Sud-America. Anche in questo caso, ovviamente, dilagano i collegamenti con le antiche civiltà e le profezie bibliche. I Sumeri credevano che nel nostro sistema solare esistesse un pianeta in più «Nibiru», «pianeta del passaggio» o «della distruzione», con un’orbita appunto di 3600 anni intorno al Sole.

Nel Vecchio Testamento e nel Libro delle Rivelazioni si dice che il «giorno in cui le stelle caddero sulla Terra» verrà preceduto da un mese di «guerra e di rumori di guerra» e i recenti eventi in Iraq (dove fiorì la civiltà sumera) sono naturalmente stati letti come una conferma. Sempre nel libro delle Rivelazioni, si parla di Babilonia, la vecchia capitale della Mesopotamia, che sarebbe tornata al suo antico splendore con la fine del «Regno del Male». E che cos’altro era il regime di Saddam Hussein?

Per alcuni anche il Diluvio universale era legato al Pianeta X e a un suo precedente passaggio. Ma questa volta, come detto, avremo di peggio di 40 giorni e di 40 notti di diluvio: non ci saranno né Noé né arche che ci salveranno.

Ma intanto la psicosi dilaga sui siti Internet, si moltiplicano le immagini di presunti avvistamenti del pianeta, che sarebbe circondato da alcune lune e trascinerebbe con sè una coda di detriti. Molte persone, anche in Europa, hanno deciso di rifugiarsi in montagna. Fino alla prossima fine del mondo.

Inoltre come se tutto ciò non bastasse, potrebbero verificarsi numerose esplosioni solari, dovute all’interazione delle forze gravitazionali di Nibiru e del nostro Sole, con emissioni di forti dosi di radiazioni e calore.

Tra le altre cose sarebbe plausibile che Nibiru (descritto nella mitologia Sumerica e nell’Antico Testamento come un drago rosso nel cielo con sette teste ben visibili) possa avere per l’appunto perlomeno sette satelliti (cosa abbastanza comune per i pianeti giganti) e numerosi detriti e fasce asteroidali che lo circondano a grande distanza.

Ciò potrebbe essere un ulteriore pericolo per la Terra possibile bersaglio non solo delle eruzioni Solari, ma anche delle radiazioni, e del bombardamento di asteroidi catturati dalla forza gravitazionale terrestre.

Dunque dicevo, la velocità e fondamentale per determinare per quanto tempo la terra potrebbe soffrire di fenomeni distruttivi violenti ed acuti dovuti alla vicinanza di Nibiru, ma sembra che la stella bruna potrebbe transitare in pochi mesi accelerata dall’attrazione del Sole (calcolando l’andata e poi il ritorno dell’orbita ellittica) per poi allontanarsi gradualmente.

Il ritorno di Nibiru, il Pianeta X
Scoperte fatte a partire dagli anni ‘80 indicherebbero che il famigerato Decimo Pianeta non solo sarebbe stato scoperto ma verrebbe monitorato nel più stretto riserbo. L’esistenza ed avvicinamento del misterioso corpo celeste rientrerebbe nei massimi livelli di segretezza dell’Intelligence USA, di gruppi occulti di potere e dallo stesso Vaticano.

Come è noto, grazie alle informazioni fornite da alcuni quotidiani statunitensi, nel 1983 il telescopio orbitale denominato IRAS – (Infrared Astronomical Satellite - Satellite Astronomico ad Infrarosso) avrebbe scoperto un planetoide delle dimensioni di Giove nella direzione di Orione ben oltre il nostro sistema solare.

Il misterioso corpo celeste provocò perplessità tra gli astronomi che non furono in grado di stabilire se fosse effettivamente un pianeta, una cometa gigante, o una vicina protostella che non s’era riscaldata abbastanza da diventare una stella, o una galassia distante così giovane da essere ancora in fase di formazione.

“Tutto ciò che posso dirvi è che noi non sappiamo cosa sia”, disse Gerry Neugebauer, lo scienziato del programma IRAS per il Jet Propulsion Laboratory della California e direttore dell’Osservatorio Palomar presso il California Institute of Technology.

Quella dell’IRAS, secondo diversi studiosi in primis Zecharia Sitchin, fu una scoperta determinante nell’ambito della ricerca di Nibiru (Pianeta dell’Attraversamento) perché sancì l’ennesimo ed effettivo interessamento (anche se mai avallato con dichiarazioni ufficiali) dell’establishment scientifico al famigerato Decimo Pianeta allora noto principalmente grazie agli studi e i testi del noto sumerologo.

Ennesimo interessamento perché in realtà già in precedenza l’ente spaziale americano aveva chiaramente lasciato intendere di essere sulle tracce di Nibiru. In effetti il 17 giugno 1982, la NASA in un comunicato stampa dell’Ames Research Center riconobbe ufficialmente la possibilità dell’esistenza di “qualche genere di oggetto misterioso” oltre i pianeti estremi del nostro sistema solare. Diversi articoli rilasciati dalla stampa dell’epoca confermarono che gli scienziati stavano cercando davvero il Decimo Pianeta o Pianeta X.

Una conferma in tal senso giunse con l’articolo pubblicato il 19 giugno dal New York Times intitolato “Spacecraft May Detect Mystery Body in Space” dove si accennava alle sonde Pioneer 10 e 11 e a delle persistenti anomalie nelle orbite di Urano e Nettuno che suggerivano la presenza di un qualche corpo misterioso che si ipotizzava potesse essere ubicato oltre i pianeti estremi del nostro Sistema Solare. Sempre nel 1982, precisamente il 28 giugno la rivista Newsweek si occupò del Pianeta X in un articolo intitolato “Does the Sun Have a Dark Companion?” (Il Sole ha un Compagno Oscuro?).

L’articolo riportava che il Decimo Pianeta davvero orbiterebbe (come in un sistema binario) intorno a due Soli (uno è il nostro Sole), ma noi non saremmo in grado di vedere l’altro astro perché sarebbe una “stella oscura”. L’articolo riportava che: “Un compagno oscuro potrebbe produrre la forza non visibile che sembra trascinare Urano e Nettuno, accelerandoli fino ad un certo punto nelle loro orbite e trattenendoli mentre passano... la migliore scommessa è una stella oscura che orbiti ad almeno 50 miliardi di miglia oltre Plutone... È molto probabilmente o una Nana Bruna, o una stella di neutroni.

Altri suggeriscono sia un decimo pianeta... siccome una stella compagna trascinerebbe gli altri pianeti, non soltanto Urano e Nettuno”. Ma il 1983, come accennato inizialmente, è stato l’anno in cui si è avuta una vera è propria svolta soprattutto grazie alla divulgazione di sensibili informazioni nell’ambito del programma IRAS che alcuni media portarono a conoscenza dell’opinione pubblica.

Il 30 dicembre venne pubblicato un interessante articolo sulle pagine del quotidiano americano Washington Post che si occupò del Decimo Pianeta (dedicando all’argomento uno spazio già nella prima pagina) in un pezzo di Thomas O’Toole intitolato “Mystery Heavenly Body Discovered “ (Scoperto Misterioso Corpo Celeste).

L’articolo riportava che: “Un corpo celeste probabilmente grosso come il gigantesco pianeta Giove e forse così vicino alla Terra da poter far parte di questo sistema solare è stato trovato in direzione della costellazione di Orione da un telescopio orbitante denominato IRAS”. Posso solo dire – dichiarò Gerry Neugebauer a capo dell’IRAS – che non sappiamo di che cosa si tratti”. “Quando gli scienziati dell’IRAS – continua l’articolo – hanno visto per la prima volta questo corpo misterioso, e hanno calcolato che potrebbe distare solo 80 miliardi di chilometri, si è ipotizzato che potrebbe essere in fase di avvicinamento rispetto alla Terra,....

Il corpo misterioso è stato captato due volte dall’IRAS. Il secondo rilevamento è avvenuto sei mesi dopo il primo, è suggerisce che il corpo non si fosse quasi mosso dalla sua posizione nel cielo. Questo dato – disse James Houck membro del team scientifico dell’IRAS – suggerisce che non si tratta di una cometa, perché una cometa non sarebbe così grossa come risulta dalle nostre osservazioni, e si sarebbe probabilmente spostata di più”. “E’ possibile – come sottolineato dal quotidiano americano – che si tratti del decimo pianeta che gli astronomi hanno invano cercato”.

L’articolo del Washington Post proseguiva nello spiegare che questo oggetto misterioso non è era stato mai visto da telescopi ottici sulla Terra o nello spazio, ma la sua firma di calore infrarossa fu individuata due volte dall’IRAS quando questi analizzò il cielo settentrionale tra gennaio e novembre del 1983. La seconda osservazione infrarossa del corpo, che è così freddo che non emana luce, evidenziò che il corpo sembrò non essersi spostato in sei mesi. Questo suggerì che l’oggetto non era una cometa, dal momento che probabilmente si sarebbe mosso.

Gli astronomi suggerirono che fosse un “pianeta gassoso gigante, grande quanto Giove”, e così vicino che “sarebbe il corpo celeste più vicino alla Terra al di là del pianeta Plutone”. Questo lo farebbe divenire parte del nostro sistema solare. L'articolo spiegò che c’erano state delle speculazioni che l’oggetto “si stesse muovendo verso la Terra”.

Comunque, Neugebauer fu attento a spegnere quell’idea gettando acqua sul fuoco come meglio poteva, pronunciando con certezza che questo oggetto “non è posta in arrivo”. In realtà tale possibilità era più che una mera speculazione e Neugebauer cercò di ridimensionare rapidamente la cosa bollandola subito come infondata. Tuttavia successivi indizi ed ulteriori informazioni nonché testimonianze emerse in questi anni hanno confermato l’effettivo avvicinamento del misterioso corpo celeste.

Commento
Non è un caso, a chi poi voglia credere o meno, che l'Osservatorio Astronomico di AMUNDSEN -SCOTT AMERICAN SOUTH POLE STATION (SPT) sia stato costruito con i finanziamenti della celebre e famosa Fondazione Rothschild di cui farebbe parte anche l'altro plurimiliardario Rockefeller,che si dedica non a caso, alla costruzione dei tunnel sotterranei, cercando di trarre in salvo i famosi semi OGM "terminator" presso l'Isola Nord Polare di Swalbard. Tutto ciò non è un caso. L'SPT non è solo un Radiotelescopio ma anche un Osservatorio Spaziale di Astrofisica. Come dire: facciamo l'Ecografia alle stelle... I Lord signori sanno tutto...e come!!

Fanno di tutto per nascondere la REALTA' dei fatti, con menzogne e disinformazione, facendoci credere che tutto è nella norma. Ma nessuno si domanda: perchè Rothschild e Rockefeller sprecano miliardi e miliardi di dollari per costruire telescopi e basi sotterranee?? Tutto questo non vi sembra strano? Meditate gente..meditate.....

Richiedente divulgazione informativa riguardo il pericoloso influsso gravitazionale esercitato dal pianeta denominato Nibiru causante sul pianeta Terra il considerevole e continuo aumento degli eventi quali terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni, tornado, uragani e tifoni, maremoti ed onde anomale, repentini sbalzi di temperatura e pressione atmosferica, grandinate, cadute meteoriche ed interferenze elettromagnetiche, frane e siccità, comunicando ciò attraverso i media a tutta la popolazione mondiale in modo da metterla nella condizione di potersi salvaguardare.

Del perché Nibiru non sia già visibile ad occhio nudo è presto detto. Nibiru irradia poco e soprattutto raggi ultravioletti, che gli umani non percepiscono, inoltre risulta visibile al crepuscolo e sovente invisibile poiché coperto dalla luce solare.

L’aumento meteorico è naturalmente dovuto alla scia di meteore di Nibiru denominata “Coda del Drago”, causa del considerevole aumento della caduta di meteoriti sulla Terra (notizia questa anch’essa spesso celata), che apporteranno ulteriori danni a strutture, cose e persone, deviando anche, in futuro, alcuni asteroidi della “cintura” sita tra Marte e Giove, catapultandoli verso il pianeta Terra: mercoledì 13 gennaio 2010, quindi quasi in concomitanza col terremoto ad Haiti della sera del 12 gennaio 2010, l’asteroide denominato 2010 AL30, del diametro di 10-15 metri, è transitato a solamente 130000 chilometri dalla Terra e il 08 ottobre 2009, nei cieli soprastanti la città di Bone in Indonesia, un altro asteroide del diametro di 10 metri penetrato nell’atmosfera terrestre è esploso in essa creando un’onda d’urto generante un terremoto, oltre ciò vi è da considerare che lo scioglimento dei ghiacci artici e antartici è talmente repentino, che non può essere addebitato esclusivamente all’effetto serra e al buco dell’ozono.

Continuo imperterrito a chiederle di adoprarsi alla divulgazione informativa, diramandola a tutta la popolazione mondiale senza esclusione di sorta, della verità riguardante i cambiamenti climatici, ovvero dei sempre più numerosi e consistenti eventi quali terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni, tornado, uragani e tifoni, maremoti ed onde anomale, repentini sbalzi di temperatura e pressione atmosferica, grandinate, cadute meteoriche ed interferenze elettromagnetiche, frane e siccità, che non sono per l’appunto dovuti principalmente ai cosidetti fenomeni “effetto serra” e “buco dell’ozono”, ma sono riuscito a scoprire, sono bensì da addebitarsi per la quasi totalità ad un unico pianeta, Nibiru a causa della sua massa estremamente compatta, a cui quindi corrisponde una notevole attrazione gravitazionale che varia a seconda della sua distanza sempre mutevole dal Sole e dagli altri pianeti del Sistema Solare nel suo moto nello spazio poiché descrivente un’orbita estremamente ellittica: questi fattori d’influsso assieme combinati sono la principale causa degli eventi sovracitati e della loro millenaria catastrofica ricomparsa che precetta senza ombra di dubbio che tali eventi siano in questo periodo isolati casi avvenuti per caso, mentre sono in realtà dovuti all’influsso gravitazionale del pianeta Nibiru. Gli effetti di Nibiru sul pianeta Terra si fanno sempre più marcati e in gran numero che non si può credere alle favolette del “non c’è nulla” per poi vedersi piombare tutto addosso all’improvviso, anche in queste ultime settimane sono avvenuti forti terremoti ed eruzioni vulcaniche, frane e alluvioni, ma poco vi è stato fatto sapere, ve lo dico in parole povere, sarebbe meglio sloggiare dalle aree la cui pericolosità è nota, e alla domanda -“ma dove andremo?”- la risposta che posso darvi è che è meglio un popolo soccorso che un popolo che soccombe.

Diffatti ad esempio nella notte tra il 12 e il 13 marzo 2010 sono avvenuti due terremoti nell’Oceano Pacifico a largo delle coste dell’Oregon (USA) di 5.1° Richter e di 4.5° R, il 16 marzo 2010 un terremoto di 4.4° R. ha avuto come epicentro Los Angeles (California, USA), inoltre lunedì 08 marzo è avvenuto un terremoto in Turchia di 6° Richter causante 57 morti, mercoledì mattina 10 marzo 2010 tre violente esplosioni sono state segnalate in Italia alla sommità del vulcano Stromboli e alla mezzanotte tra sabato 20 e domenica 21 marzo 2010 si è risvegliato il vulcano prospiciente il ghiacciaio Eyjafallajoekull in Islanda, la cui ultima precedente eruzione risale al 1823, a cui vanno aggiunti i movimenti franosi che continuano ad imperversare in Calabria, Sicilia, nel resto d’Italia e del Mondo, come la recente alluvione in Perù, avente decine di morti, 500 feriti e 37000 senzatetto, a cui si è aggiunta un'ulteriore alluvione in Argentina con 256 morti accertati e oltre 200 dispersi; se io sovente scrivo del pericolo imminente del Big One, il grande terremoto in California, è con giusta ragione, in quanto tempo addietro i Sismologi asserivano che detto terremoto non sarebbe ancora potuto accadere poiché occorreva che prima nella suddetta area avvenissero piccoli terremoti concatenati.

Ma ora che sono avvenuti molteplici terremoti coinvolgenti la faglia di Sant’Andrea in California, tra cui 7.2° Richter l’appena trascorso 04 aprile 2010 con epicentro al confine tra la California (USA) e la Bassa California (Messico), il più forte terremoto verificatosi in zona dal 1969 ad oggi, ben 41 anni, anticipato dagli eventi tellurici poc’anzi quivi descritti e posticipato in questi stessi giorni da terremoti superiori ai 5° Richter accadenti ogni 48 ore e coinvolgenti la stessa faglia, cosa di indicibile rilevanza, ma ancora indugiano ad evacuare le zone a rischio, seppure anche nei prossimi giorni sono attesi in zona altri forti terremoti, ma meglio una popolazione soccorsa che una popolazione che soccombe, se ne stanno muti senza affermare “è ora”: l’influenza gravitazionale di Nibiru avverso la Terra è in aumento costante innescando dei movimenti di faglia da cui dipartirà un nuovo terremoto devastante, intanto l’Etna ha già iniziato ad emettere lapilli incandescenti di lava il 06 novembre 2009 e ad eruttare sistematicamente dal 08 novembre 2009, data in cui due terremoti di magnitudo 3° e 4° Richter sono avvenuti in Sicilia, risvegliandosi il sopramenzionato vulcano Etna e il vulcano Stromboli, ed ora, nel continuo dell’eruzione etnea, il 02 aprile 2010 si è registrato in loco un nuovo sciame sismico il cui terremoto più forte è stato di 4.2° Richter con epicentro il versante nord-est, mentre nel contempo si sono diramate notizie errate secondo cui l’eruzione dell’Etna è iniziata solamente durante i giorni di Pasqua 2010.

Posizione dei pianeti
Qual'è la forma delle orbite dei pianeti quando il pianeta X è troppo vicino? Le traiettorie orbitali dei pianeti cambiano forma da ellittico a zigzag (ondulato)-ellittico, perché le forze gravitazionali provenienti dal pianeta X e dal Sole cambiano rapidamente, e quindi anche i pianeti cambiano direzione rapidamente. E questo specialmente quando le traiettorie del pianeta X e di un altro particolare pianeta sono sulla medesima linea, o sono parallele, o sono i vettori di velocità momentanee disposte su un piano.

Se il pianeta X è 10 volte più pesante di Giove e se il pianeta X è 10 volte più vicino alla terra di Giove, la forza gravitazionale del pianeta X è 1.000 volte maggiore e la forza gravitazionale della marea è 10.000 superiore. Nel nostro Sistema Solare i pianeti hanno questo movimento a zigzag anche in caso di normalità, ma è 1.000 volte minore, quasi invisibile. Le influenze - forse anche di origine elettromagnetica - delle forze gravitazionali dai pianeti (anche del Sole e della Luna), dipende dalle posizioni di questi corpi celesti sulle loro orbite intorno al Sole. Ci sono impulsi che vanno da un minimo a un massimo, nei campi delle onde. La fisica teoretica non può descrivere esattamente, che cosa accade in tali situazioni (quando ci sono più fonti di forze gravitazionali), ma questo non significa che effetti di quel tipo non esistano. Guardando le immagini con le traiettorie orbitali del pianeta X e del Sole, appare evidente che anche il Sole si muove piuttosto rapidamente e cambia direzione quando è vicino al pianeta X . I risultati dei movimenti del pianeta X, del Sole e dei pianeti è un movimento ancor più forte a zigzag di ogni pianeta, del Sole e anche del pianeta X.

Sulla Terra eventi del genere hanno già provocato pericolosi cataclismi (inondazioni, ecc.), e probabilmente almeno uno su 2 o 3 (ma ammettiamo pure solo 1 su 9) furono sicuramente causati da incontri ravvicinati con Nibiru. Il fatto che Nibiru influenzi ogni pianeta nel nostro sistema solare è accennato in molti leggende e miti di varie nazioni. Simultaneamente con i cataclismi sulla Terra ce ne furono di ancor peggiori anche su Marte (atmosfera e idrosfera distrutti), il cui cambiamento di colore era visibile dalla Terra, come è accennato in alcune leggende. Il cambiamento di colore di Venere, e anche che Venere era visibile con la coda come una cometa. L'effetto di Nibiru sui pianeti - ma non soltanto - con la propria forza gravitazionale, qui è anche la forza gravitazionale dei satelliti di Nibiru, che orbitano intorno a Nibiru e possono avvicinarsi alla Terra in alcuni milioni di km.

Nibiru inoltre ha l'anello simile agli anelli di Saturno, di Giove o di Nettuno... I satelliti di Nibiru sono probabilmente a una distanza di 30 milioni di Km dal pianeta madre. Non potrebbe essere di più perché altrimenti, in perielio, questi satelliti e l'anello potrebbero venire completamente evaporati o spazzati via dalla forza gravitazionale del Sole. Che cosa accade all'anello e ai satelliti di Nibiru quando sono in perielio? Come per le comete di acqua e altri liquidi ghiacciati, evaporano e imprigionano alcune piccole particelle (per la pressione del vento solare, delle particelle rapide e dei fotoni) per formare una grande coda e per lasciare la sfera gravitazionale di Nibiru. Quando una cometa media si trova in perielio, l'acqua, i vapori, le particelle e i frammenti vengono liberati - qualcosa come diecimila tonnellate al secondo. Nibiru ha l'anello, e da questo anello di satelliti potrebbe provenire un'atmosfera milioni di volte maggiore (di acqua evaporata...).

Che cosa può causare Nibiru e la sua schiera quando sono vicini alla Terra? Un cambiamento di velocità, e Terra oscillazioni. Di conseguenza diversa durata dell'anno, cambio di posizione dei poli e dei poli magnetici. La terra oscilla quando Nibiru è troppo vicino e può anche ridisegnare la Terra. Dopo che questi cambiamenti il polo nord si trova dove prima c'era il polo sud. "Il sole era sorto non da Est ma da Ovest"... questi cambiamenti sono descritti più di una volta nella storia egiziana.

Vediamo ora come riesce Nibiru a influenzare la copertura dell'acqua degli oceani della Terra. Quando è Nibiru vicino alla Terra -20 +-15 milioni di Km la sua forza gravitazionale rimane dalla stessa direzione sulla Terra per quasi 35 giorni. Le forze della marea nel nostro mese agiscono sullo stesso luogo della superficie terrestre dalla stessa direzione soltanto per 6 ore - per l'angolo di 90°. Quando abbiamo letto la Genesi, durante il diluvio universale è piovuto per 40 giorni; dopo 150 giorni l'acqua aveva sommerso le montagne più alte (il monte Ararat è alto 5.000 m), e dopo aveva cominciato a scendere. Perciò, se con il nostro mese una marea normale agisce fino a 20 m e la forza gravitazionale da Nibiru sta agendo da una distanza 50 volte maggiore /Fgravit.-marea=k.M.d/L3 /- per durata e influenza 50 volte maggiori è 250 volte più grande - il risultato è 5.000 m di marea - questo significa che la massa di Nibiru è uguale// F/marea/~1/L3.// - come minimo una massa di 20 volte Giove, o anche un po' di più. In questo caso, quando la traiettoria (posizione) di Nibiru e Terra sono troppo vicine, in modo che la Terra potrebbe essere spostata verso Nibiru portandosi vicino al pianeta di circa 5 - o anche fino a 10 milioni. Questo anche per via della massa di Nibiru, che risulta essere più di 5 volte quella di Giove. Perché non è possibile che Nibiru possa essere la causa di una grande inondazione terrestre, se il suo moto è come la traiettoria prevista da Sitchin e da altri? In questo caso la distanza minima fra Nibiru e la Terra è di oltre 100 milioni di Km (il perielio di Nibiru è in qualche luogo nella fascia di asteroidi).

Nei miti egiziani è stato accennato inoltre ad un altro fatto importante. Si dice che durante tutta la storia egiziana il Sole ha cambiato posizione in cielo due volte, così da sorgere due volte a Ovest e tramontare due volte a Est. Com'è stato possibile? Quando il pianeta X era in perielio ha capovolto la Terra con la sua forza gravitazionale e magnetica. Dov'era il Sud si è trovato il Nord e viceversa. Quando il pianeta X è vicino alla Terra può causare un suo doppio capovolgimento. Se il pianeta X non è troppo vicino alla Terra, può causare solo un ripasso o un'oscillazione della Terra.


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